Al Teatro Regina Margherita è andato in scena Il Bell’Antonio di Vitaliano Brancati, nell’ambito del Concorso Teatrale Peppe Nasca – Targa Michele Abate. E lo diciamo subito: è stato uno spettacolo che ha convinto.
La platea ha seguito con partecipazione crescente una messa in scena capace di restituire la forza del testo brancatiano senza appesantirlo, senza trasformarlo in esercizio di stile, ma lasciandolo vivo, attuale, quasi dolorosamente contemporaneo.

La forza di un classico che non invecchia
“Il Bell’Antonio” è una storia che conosciamo. O forse crediamo di conoscerla.
Il giovane bellissimo, idolatrato, costruito socialmente come simbolo di virilità e prestigio, prigioniero però di un’immagine che non coincide con la sua verità.

Brancati raccontava una Sicilia borghese fatta di apparenze, reputazioni, silenzi, sguardi che pesano più delle parole. Ma guardando il palco, la sensazione è chiara: non stiamo osservando un’epoca passata. Stiamo guardando anche noi.

L’ipocrisia sociale, il bisogno di “apparire”, la costruzione dell’identità attraverso il giudizio degli altri: temi che attraversano il Novecento ma che oggi, nell’era dell’esposizione permanente, sembrano persino amplificati.

Una regia sobria, un cast convincente
La compagnia dell’Associazione Teatro Arte e Cultura S. Cattafi sceglie una linea chiara: teatro classico, essenziale, fatto di contrasti, di pause, di dialoghi che respirano.

Le luci lavorano sui chiaroscuri, accompagnando la trasformazione emotiva dei personaggi. Non servono scenografie imponenti: bastano gli attori.
Il Bell’Antonio appare fragile sotto la superficie, mai caricaturale, mai eccessivo. Il padre, figura centrale e simbolica, restituisce con forza quell’ossessione sociale per l’onore e la virilità che diventa quasi una condanna. La madre, apparentemente mite, mostra quella determinazione silenziosa tipica delle figure femminili brancatiane.

Il pubblico segue, reagisce nei momenti più ironici e resta concentrato nelle scene più drammatiche. Segno che lo spettacolo funziona.
Un teatro che fa riflettere
La bellezza di questa rappresentazione sta anche nel fatto che non cerca scorciatoie. Non “modernizza” forzatamente il testo, non lo trasforma in qualcosa che non è. Lo rispetta.

E proprio in quel rispetto emerge l’attualità.
Il peso del ruolo non scelto.
La reputazione che diventa gabbia.
Il matrimonio come costruzione sociale più che sentimento.
La comunità che osserva, giudica, amplifica.
Temi che parlano ancora.
Il Concorso conferma la qualità della stagione
Il Concorso Teatrale Peppe Nasca – Targa Michele Abate si conferma uno degli appuntamenti culturali più interessanti della stagione nissena. Non solo per la qualità delle compagnie, ma per la capacità di riportare il teatro al centro della vita cittadina.
Il Teatro Margherita dimostra ancora una volta di essere luogo vivo, spazio di confronto, occasione di riflessione collettiva.

I prossimi appuntamenti del Concorso
Il Concorso Teatrale Peppe Nasca – Targa Michele Abate prosegue con un calendario ricco e variegato che porterà sul palco del Teatro Regina Margherita compagnie provenienti da diverse realtà siciliane:
• 1 marzo 2026 – Compagnia In Valigia (Palermo)
The Prudes di Anthony Neilson – Regia di Dario Scarpati
• 8 marzo 2026 – Compagnia Thèatron (Caltanissetta)
Voci di donna – Spettacolo di teatro e musica
• 15 marzo 2026 – Compagnia Sipario (Marsala – TP)
Teresa… Il musical di Vito Scarpitta – Regia di Vito Scarpitta
• 19 aprile 2026 – Compagnia Teatrale A. Musco (Riesi – CL)
Una questione delicata di A. Zucchini – Regia Guglielmo Gallè
• 26 aprile 2026 – Galà di Premiazione

Un percorso che attraversa generi diversi – dal teatro contemporaneo al musical, dalla farsa musicale al teatro-canzone – confermando la volontà della rassegna di offrire al pubblico una stagione ampia, dinamica e culturalmente stimolante.


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