Ottobre 17, 2026

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Ernesto Trapanese, la voce di “Cuore Siciliano, Battito Jazz”: una presenza che ha dato ritmo al Festival

Tre serate, artisti italiani e internazionali e un pubblico da accompagnare dentro linguaggi musicali differenti. Sul palco Ernesto Trapanese ha messo esperienza, verve e capacità di dialogare con pubblico e musicisti. Giuseppe Miraglia: «Una colonna portante del Festival»

Ci sono ruoli che stanno sotto i riflettori e, paradossalmente, rischiano di essere dati per scontati.

Prima che arrivi la musica c’è qualcuno che deve introdurla. Quando un’esibizione termina, qualcuno deve raccoglierne idealmente il testimone e accompagnare il pubblico verso quella successiva. Ci sono artisti da presentare, ospiti da accogliere, tempi da rispettare, informazioni da offrire e inevitabili passaggi della diretta da governare.

Nella seconda edizione di “Cuore Siciliano, Battito Jazz”, svoltasi a Caltanissetta dal 24 al 26 settembre, questo compito è stato affidato a Ernesto Trapanese, che ha accompagnato dal palco le tre serate della manifestazione organizzata dal The Bridge Jazz Club, presieduto da Giuseppe Miraglia.

E proprio Miraglia utilizza un’espressione che restituisce il peso avuto dal presentatore nell’economia complessiva della manifestazione: «Una colonna portante del Festival».

Verve, esperienza e quella capacità di tenere il palco

Presentare un festival musicale non significa semplicemente leggere una scaletta o annunciare il nome dell’artista successivo.

Significa comprenderne il ritmo.

La parola deve preparare la musica senza sovrastarla, fornire al pubblico gli elementi necessari per entrare nel concerto e poi avere la capacità di farsi da parte quando sono gli strumenti a dover raccontare.

Trapanese lo ha fatto attraversando tre serate musicalmente differenti, accompagnando il pubblico dagli standard americani della prima giornata al jazz europeo della seconda, fino alle contaminazioni brasiliane della serata conclusiva.

Una conduzione caratterizzata, come sottolinea ancora Giuseppe Miraglia, da una «verve contagiosa» e da una «consumata maestria», frutto dell’esperienza maturata negli anni sui palchi.

Ma c’è un altro elemento che il presidente del The Bridge Jazz Club tiene a sottolineare: la generosità della partecipazione. Trapanese ha infatti offerto la propria conduzione al Festival, mettendo gratuitamente a disposizione della manifestazione professionalità ed esperienza.

Un contributo che assume ancora più significato proprio perché arriva da un professionista abituato a calcare palcoscenici e a confrontarsi con manifestazioni di diversa natura e dimensione.

Tra artisti, pubblico e organizzazione

Durante “Cuore Siciliano, Battito Jazz”, Trapanese è diventato così uno dei punti di raccordo fra organizzazione, musicisti e spettatori.

Le immagini delle tre giornate raccontano bene questa funzione: il microfono davanti alla platea, il dialogo con gli ospiti, l’ascolto degli artisti, i passaggi tra un momento e l’altro e infine le fotografie collettive.

Non una presenza semplicemente ornamentale, dunque, ma parte del meccanismo attraverso il quale un evento dal vivo costruisce il proprio rapporto con chi vi partecipa.

Perché un buon presentatore deve certamente saper parlare. Ma deve soprattutto sapere ascoltare, leggere il momento e capire quando la parola deve lasciare spazio alla musica.

Un’esperienza costruita sui palchi

Per Ernesto Trapanese quella di “Cuore Siciliano, Battito Jazz” non è stata una presenza occasionale.

Negli anni ha condotto numerose manifestazioni ed eventi pubblici, consolidando un rapporto con il palco e con il pubblico che gli permette di muoversi tra spettacolo, intrattenimento e conduzione.

E per lui è già in arrivo un nuovo appuntamento di rilievo.

Da ottobre sarà infatti su Rai 5 come conduttore di “MAD – TV Dance Contest”, prodotto e diretto da Cesare Rascel, figlio del grande Renato Rascel.

Un nuovo impegno televisivo che arriva subito dopo l’esperienza nissena e che aggiunge un’altra tappa a un percorso professionale costruito intorno alla conduzione e allo spettacolo.

Una voce dentro un lavoro collettivo

“Cuore Siciliano, Battito Jazz” è stato il risultato di molti contributi: il lavoro organizzativo del The Bridge Jazz Club, gli artisti, i tecnici, l’accoglienza, la comunicazione, l’ufficio stampa, le istituzioni, i partner e quanti hanno lavorato prima e durante le tre giornate.

Dentro questa macchina, la conduzione è uno dei punti nei quali tutto converge davanti al pubblico.

È probabilmente questa la maniera più corretta di leggere il contributo di Ernesto Trapanese alla seconda edizione del Festival: non soltanto l’uomo incaricato di annunciare gli artisti, ma una delle voci attraverso le quali “Cuore Siciliano, Battito Jazz” ha raccontato se stesso.

Per tre sere ha avuto il microfono in mano facendo una cosa apparentemente semplice e proprio per questo difficile: accompagnare lo spettacolo senza mai sottrarre alla musica il centro della scena.