
Il territorio di Pietraperzia, noto custode di testimonianze stratificate di millenaria memoria, ha accolto una delegazione di BC sicilia per esplorare questo leggendario territorio. L’escursione, guidata dalla professoressa Maria Catena Sanfilippo ( Presidente BC sicilia sede di Riesi) insieme ai soci Gianni Veneziano e Santina Sanfilippo, ha permesso un approfondito contatto con le evidenze storiche locali, grazie alla preziosa guida di Salvatore Palascino, geologo e presidente della Pro Loco di Pietraperzia, affiancato da Angelo Salamone, appassionato studioso di storia e socio Pro Loco, e da Emiliano Spampinato, rappresentante dell’Associazione Amici della Biblioteca.
Cuore dell’esplorazione è stato l’altopiano di Cirummeddi, un’area caratterizzata dalla presenza di diversi acrocori naturali. Tra questi, spicca la struttura nota come la “Piramide di Pietraperzia”, un complesso monumentale di singolare configurazione che pone interrogativi di notevole interesse scientifico.

Il monumento, che raggiunge un’altezza di circa 12 metri e si sviluppa su una base di 55 metri per 30, appare articolato in tre ordini di gradoni. La sua morfologia è definita da quattro scalette intagliate nella roccia, orientate astronomicamente verso i quattro punti cardinali, e da un sistema di rampe a piani inclinati che garantiscono l’accesso alle terrazze superiori. L’interpretazione cronologica della Piramide rimane oggetto di dibattito accademico. Se l’aspetto del sito induce con facilità ad ipotizzare un antico luogo di culto solare, la comunità scientifica mantiene, doverosamente, un approccio prudente.
È noto che l’archeologo Emanuele Anati ha attestato la frequentazione dell’area fin dal periodo neolitico; tuttavia, resta memorabile il confronto avvenuto nel maggio del 2000 con l’archeologo Sebastiano Tusa. In quell’occasione, pur in un contesto di ricerca focalizzato sui rapporti tra morfologia e orientamento nelle architetture rurali siciliane (IV-II millennio a.C.), il compianto studioso non ravvisò elementi dirimenti per attribuire il manufatto a un’epoca remota, propendendo per una cronologia riconducibile al Medioevo.

Il sito di Cirummeddi ha destato, in passato, l’interesse di Thor Heyerdahl, esploratore ed etnologo norvegese di fama mondiale, invitato a Pietraperzia dall’architetto Paolo Sillitto. Celebre per le sue spedizioni transoceaniche volte a dimostrare le tesi sulle antiche connessioni tra civiltà geograficamente distanti — come il celebre viaggio del Kon-Tiki o la spedizione del Ra — Heyerdahl era animato dalla convinzione che i contatti culturali tra antiche popolazioni non fossero ostacolati dalle distanze oceaniche

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