
Il 19 maggio, presso l’Auditorium “Filippo Scroppo” di Riesi, si è svolta la presentazione del romanzo Il passo dei Fondatori. L’eredità di un nome senza tempo, opera prima dello scrittore Felice Golisano. L’evento, accolto da una significativa partecipazione di pubblico, ha rappresentato non soltanto un momento culturale dedicato alla narrativa contemporanea locale, ma anche un’importante occasione di riflessione sul valore della memoria storica, della tradizione orale e della microstoria come strumenti di comprensione del passato collettivo.
A introdurre e analizzare criticamente il testo è stato lo storico Filippo Falcone di Sommatino, noto per i suoi studi e saggi dedicati alla storia dell’entroterra siciliano. Nel suo intervento, Falcone ha evidenziato come il romanzo di Golisano si inserisca pienamente nel filone della microstoria, disciplina che interpreta le vicende di singole famiglie, comunità o individui come microcosmi capaci di riflettere i grandi processi storici e sociali. Secondo questa prospettiva, la storia non si costruisce esclusivamente attraverso gli eventi politici o militari di vasta portata, ma prende forma anche nelle esperienze quotidiane, nei racconti familiari e nelle testimonianze tramandate di generazione in generazione. La memoria dei nonni, i diari personali, le lettere e le narrazioni orali diventano così strumenti fondamentali per comprendere i mutamenti sociali ed economici che hanno attraversato il Novecento siciliano.
Il romanzo di Felice Golisano nasce proprio da questa esigenza di recupero memoriale. L’autore, infatti, ha raccontato come l’idea dell’opera abbia avuto origine circa dieci anni fa, quando iniziò una ricerca sulla storia della propria famiglia a Riesi attraverso documenti, ricordi e testimonianze tramandate dagli avi. Da questa indagine privata è maturata la volontà di trasformare il patrimonio familiare in racconto letterario, intrecciando realtà storica e invenzione narrativa.

Nel testo emergono con forza le esperienze della civiltà mineraria, il duro lavoro nelle miniere di zolfo, le difficoltà economiche affrontate dalle famiglie riesine e il valore simbolico della costruzione della casa come conquista di dignità sociale. Particolarmente intensa appare la ricostruzione della vicenda del nonno dell’autore, deportato nei campi di prigionia tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, episodio che inserisce la dimensione privata all’interno della tragedia storica europea. Accanto alla memoria bellica, il romanzo affronta anche le lotte contadine per l’assegnazione delle terre incolte e il conflitto sociale che caratterizzò il secondo dopoguerra siciliano, segnato dalla contrapposizione tra masse rurali e grandi proprietari feudali. In tal modo, la narrazione assume una dimensione corale nella quale le vicende personali si intrecciano con le profonde trasformazioni economiche, culturali e sociali della Sicilia del Novecento.
L’opera di Golisano si distingue per una scrittura intensa e riflessiva, capace di fondere documento storico e sensibilità narrativa. La ricostruzione memoriale non si limita a una semplice celebrazione nostalgica del passato, ma diventa strumento di interpretazione critica dell’identità collettiva e delle radici culturali della comunità riesina. La serata è stata organizzata da BC Sicilia – sede di Riesi, diretta da Maria Catena Sanfilippo, che ha moderato l’incontro insieme alla professoressa Carmen Sessa. Quest’ultima ha dato voce ad alcuni dei passaggi più significativi del romanzo attraverso letture particolarmente coinvolgenti, evidenziando il rapporto tra testimonianza storica e costruzione letteraria.

L’evento è stato ulteriormente arricchito dalle esibizioni coreografiche di Nicola Chiarenza e Sofia Nicoletti, che hanno contribuito a creare un’atmosfera di forte partecipazione emotiva e culturale. Presente anche l’assessore Giuseppe Baglio, il quale ha portato i saluti dell’amministrazione comunale di Riesi, sottolineando l’importanza della valorizzazione della memoria storica locale. Nel suo intervento ha inoltre espresso l’impegno dell’amministrazione per il recupero e la tutela del patrimonio archivistico del Comune di Riesi, affinché possa diventare uno strumento di consultazione e ricerca per studiosi, cittadini e future generazioni.
La presentazione de Il passo dei Fondatori ha dunque assunto un significato che va oltre la semplice promozione editoriale. Essa si configura come un invito alla riscoperta delle proprie radici e alla salvaguardia della memoria collettiva, in un tempo in cui il dialogo intergenerazionale rischia progressivamente di indebolirsi. Attraverso la letteratura, Felice Golisano restituisce dignità narrativa alle esperienze quotidiane di uomini e donne spesso rimasti ai margini della grande storia, dimostrando come proprio nelle vicende minori possa celarsi il senso profondo di una comunità e della sua identità storica.

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