Settembre 9, 2026

Calt@nissetta InForma

La città Informata

Judith, da Caltanissetta una giovanissima band alla ricerca di un suono tutto suo

Tre musicisti, un’età compresa tra i 15 e i 18 anni e una voglia comune: suonare, sperimentare e provare a costruire qualcosa che abbia una propria identità. Nasce così a Caltanissetta il progetto Judith, una giovane formazione che ha mosso i primi passi proprio nel corso di quest’anno e che durante l’estate ha già avuto modo di farsi conoscere attraverso alcune esibizioni nei locali della città.

Definire Judith semplicemente una band rock sarebbe però riduttivo. Il rock alternativo rappresenta probabilmente il territorio nel quale i tre musicisti si muovono più spesso, ma alla base del progetto c’è proprio la volontà di non rinchiudersi dentro i confini di un genere prestabilito.

Ognuno dei componenti arriva infatti da esperienze e ascolti differenti, con influenze che spaziano dal jazz al metal. Mondi musicali apparentemente distanti che, anziché essere un ostacolo, sono diventati uno degli elementi caratterizzanti della formazione.

È proprio dall’incontro di queste differenze che Judith sta cercando di costruire il proprio suono.

I concerti di questa estate sono stati il primo banco di prova: occasioni per confrontarsi con il pubblico, sperimentare dal vivo e portare nei locali di Caltanissetta una personale visione della musica. Ma parallelamente all’attività live i tre ragazzi hanno già iniziato un percorso ancora più importante: quello della scrittura e della produzione di brani originali.

Il primo progetto discografico è già in lavorazione e ha anche un titolo: “Posacenere”.

Si tratta di un EP al quale la band sta lavorando e che, secondo i programmi, dovrebbe essere ultimato nel corso del prossimo anno. Un passaggio significativo per un progetto nato soltanto da pochi mesi e composto da musicisti così giovani, perché segna la volontà di andare oltre l’esecuzione e iniziare a raccontarsi attraverso musica propria.

Judith è dunque un progetto ancora agli inizi, inevitabilmente destinato a cambiare e maturare insieme ai suoi componenti. Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante: tre ragazzi con percorsi musicali differenti che, invece di scegliere subito un’etichetta nella quale riconoscersi, stanno provando a scoprire quale possa essere il loro linguaggio comune.

Dal jazz al metal, passando per il rock alternativo, la direzione non sembra essere quella di scegliere un genere.

Piuttosto, quella di costruirne uno che somigli a loro.

E “Posacenere” potrebbe essere il primo vero capitolo di questa storia.