Giugno 17, 2026

Calt@nissetta InForma

La città Informata

Neofascismo tra memoria e attualità: a San Cataldo il primo confronto promosso da ANPI

Si è svolto venerdi sera a San Cataldo, presso la sede di Attivarcinsieme APS, il primo incontro-dibattito dal titolo “Neofascismo – fra memoria e attualità”, promosso dalle sezioni ANPI “Sandro Pertini” di San Cataldo e “Gino Cortese” di Caltanissetta. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto pubblico su un tema che continua a interrogare il presente e che attraversa, in forme nuove e spesso meno immediatamente riconoscibili rispetto al passato, il dibattito civile e democratico del nostro Paese.

Alla serata hanno preso parte numerose realtà associative provenienti non solo da San Cataldo e Caltanissetta, ma anche da diversi comuni del territorio limitrofo, unite dalla convinzione condivisa che parlare di neofascismo oggi sia non soltanto necessario, ma urgente. Un’urgenza che nasce dalla consapevolezza che riconoscere tempestivamente i segnali di una cultura antidemocratica e autoritaria costituisca il primo strumento di difesa della democrazia, della partecipazione e delle libertà individuali.

Nel corso del dibattito è emerso con forza come le derive autoritarie contemporanee non si manifestino più secondo gli schemi del passato. Non si presentano infatti con i simboli o le forme esplicite del fascismo storico, ma assumono spesso modalità più sottili e pervasive: la progressiva erosione dei diritti sociali e civili, la normalizzazione di linguaggi intolleranti e discriminatori, il ricorso sistematico al revisionismo storico e l’utilizzo strumentale della paura come leva politica e sociale. I partecipanti hanno sottolineato come questi fenomeni si alimentino all’interno delle fragilità prodotte dalle crisi economiche, sociali e culturali contemporanee. Proprio nei momenti di maggiore precarietà e sfiducia, gruppi e movimenti di matrice neofascista riescono a inserirsi nel tessuto sociale facendo leva sul disagio diffuso, intercettando malcontento e marginalità per costruire consenso e fare proselitismo.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alle modalità con cui tali gruppi cercano di radicarsi nei territori: infiltrandosi nei conflitti sociali, nelle mobilitazioni pubbliche e nelle proteste, spesso adottando linguaggi populisti o identitari capaci di intercettare paure e frustrazioni. Un processo che si sviluppa anche attraverso presidi culturali, ricreativi o sportivi apparentemente innocui, ma che talvolta possono diventare spazi di costruzione di consenso e radicalizzazione ideologica. Nel confronto è emersa inoltre la centralità della memoria storica come strumento politico e culturale vivo, non confinato alla commemorazione. Fare memoria della Resistenza, dell’antifascismo e della lotta per la liberazione significa infatti non soltanto ricordare il passato, ma dotarsi di strumenti critici per leggere il presente. In questo senso, il lavoro dell’ANPI continua a rappresentare un presidio fondamentale per tenere viva una coscienza democratica collettiva e per trasmettere alle nuove generazioni i valori sanciti dalla Costituzione repubblicana.

L’appuntamento di San Cataldo si inserisce in un calendario più ampio di iniziative promosse nel territorio nisseno con l’obiettivo di attualizzare i valori dell’antifascismo e aprire spazi di riflessione sulle dinamiche politiche e sociali dei nostri giorni. Un percorso che punta a coinvolgere associazioni, cittadinanza, giovani e realtà territoriali in una discussione permanente sui temi della democrazia, della partecipazione, della giustizia sociale e dei diritti. L’incontro si è concluso con l’impegno condiviso di proseguire il confronto attraverso nuovi appuntamenti pubblici, nella convinzione che il contrasto a ogni forma di fascismo, vecchio o nuovo, passi innanzitutto dalla conoscenza, dal dialogo e dalla costruzione di comunità consapevoli e partecipi.

Perché, come è stato ribadito durante la serata, l’antifascismo non appartiene soltanto alla memoria storica del Novecento, ma resta ancora oggi una pratica civile quotidiana necessaria a custodire e rafforzare la democrazia.