Arte, follia e poesia: il senso profondo della III edizione
“Bisogna essere santi per essere anche poeti…” recita un frammento di Alda Merini che fa da faro a questa terza edizione del festival Per un Pugno di Terra, dal tema Tra santi, folli e poeti.
A fior di pelle, il sito di PrimaQuinta ci introduce anche a un pensiero di Arnold Joseph Toynbee sulla durata delle opere d’arte rispetto alle gesta effimere di statisti o mercanti .
Questa è l’anima del festival: mescolare l’irrimediabile follia dei visionari, la poesia che emerge dall’ombra, e un che di sacro che si lega alla terra – per riscoprire la comunanza dell’umano nell’equilibrio tra realtà e leggenda
Quando? Dove?
La IV edizione si svolgerà tra Campania e Sicilia, nelle date 4–15 settembre e 3–5 ottobre 2025
Una tournée culturale che attraversa regioni e immaginari, senza grandi nomi ma con un chiaro intento riflessivo.
Tra santi, folli e poeti: il festival che racconta l’umano
Si intitola Per un Pugno di Terra, eppure questa III edizione sembra più una carezza intelligente che un manifesto altisonante. Dal 4 al 15 settembre e poi dal 3 al 5 ottobre, tra Campania e Sicilia, PrimaQuinta ci regala un momento di (leggera) riflessione — tra santi (che forse non esistono), folli (forse un po’ troppo visionari) e poeti (quelli che ci ricordano cos’è l’essere umano)
Il cuore del festival è già scritto nella ragione d’essere: intrecciare poesia e follia per ritrovare la “Madre Terra”, quell’unica e fragile dimensione che ci accomuna, tra realtà, leggenda e silenzi troppo lunghi.
Nessuna star, nessuno sfarzo: quello che troverete è un percorso fatto di sfumature, di corpi che raccontano, di chi resta fuori dai riflettori ma dentro la Storia. E forse, diciamolo, non lo merita davvero di scomodare troppe attenzioni.

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