Marzo 8, 2026

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La città Informata

Quando l’arte buca la carta: da Burri a Cattelan, una mostra che parla anche fuori dal museo

Da Burri a Cattelan – 1970/2025

Non sempre un pieghevole è solo un pieghevole. A volte diventa, quasi senza volerlo, una metafora potente del contenuto che racconta. È il caso del materiale informativo della mostra “Da Burri a Cattelan (1970–2025)”, in corso a Catania, che già al primo sguardo restituisce una sensazione precisa: quella di una superficie attraversata, violata, segnata.

La carta è crivellata di fori, deformazioni, piccoli crateri che sembrano ferite. Un dettaglio che colpisce e che, inevitabilmente, rimanda al cuore stesso dell’arte contemporanea italiana raccontata dalla mostra: la materia che non è più neutra, la superficie che smette di essere semplice supporto e diventa linguaggio.

Il percorso espositivo, ospitato nelle sale di Palazzo Valle, porta per la prima volta in Sicilia un nucleo di opere della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, con l’obiettivo di raccontare l’evoluzione dell’arte italiana dagli anni Settanta a oggi.

L’iniziativa, curata da Gabriele Simongini e promossa dalla Fondazione Puglisi Cosentino, si inserisce nella visione di “museo diffuso” della GNAM, un’idea che punta a far circolare le opere della collezione pubblica nazionale attraverso mostre e progetti in tutta Italia.

Il percorso parte dall’Informale di Alberto Burri e attraversa quasi tutte le principali correnti dell’arte italiana degli ultimi cinquant’anni: dall’astrattismo all’arte concettuale, dalla Transavanguardia alle ricerche più contemporanee, fino alla provocazione ironica e disincantata di Maurizio Cattelan.

In mostra compaiono nomi fondamentali come Carla Accardi, Pietro Consagra, Enzo Mari, Giulio Paolini, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Maria Lai, Ettore Spalletti, Gino De Dominicis e altri protagonisti della scena italiana e internazionale.

A rendere l’iniziativa ancora più significativa è il coinvolgimento diretto della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il più importante museo italiano dedicato all’arte degli ultimi due secoli, con una collezione di circa 20.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie e oggetti di design. Per questa mostra, la GNAM ha concesso in prestito per la prima volta in Sicilia un nucleo consistente di 53 opere, dando vita a un dialogo inedito con gli spazi di Palazzo Valle e con la collezione permanente della Fondazione.

L’esposizione, curata da Renata Cristina Mazzantini e Gabriele Simongini, ripercorre 55 anni di arte italiana, dall’eredità dell’Informale fino alle ricerche più recenti, con un taglio al tempo stesso scientifico e divulgativo e con un’attenzione particolare al coinvolgimento delle scuole e del pubblico non specialista.

Secondo la direttrice della GNAM, la mostra restituisce al museo il ruolo di istituzione che “produce cultura” e condivide le proprie collezioni con diverse comunità, mentre per la Fondazione Puglisi Cosentino rappresenta l’inizio di una collaborazione triennale che porterà a Catania nuove rassegne di livello nazionale

Palazzo Valle, un presidio culturale nel cuore di Catania

La mostra trova spazio all’interno di Palazzo Valle, uno degli edifici più eleganti del barocco catanese, oggi restituito alla città come luogo dinamico dedicato ad attività culturali ed espositive.

Qui ha sede la Fondazione Puglisi Cosentino, istituita nel 2004 con l’obiettivo di sostenere l’arte antica, moderna e contemporanea attraverso mostre, attività didattiche, incontri e progetti di ricerca. Nel corso degli anni la Fondazione ha trasformato il palazzo in un punto di riferimento per l’arte contemporanea in Sicilia, ospitando importanti esposizioni e costruendo un dialogo continuo tra artisti, pubblico e territorio.

Quando la superficie diventa linguaggio

Eppure, in questo caso, è come se il racconto della mostra fosse “uscito” dal museo. I fori sul pieghevole evocano immediatamente i tagli di Fontana, le ferite di Burri, ma anche una violenza simbolica che appartiene al nostro tempo: la memoria bucata, la storia attraversata da traumi, la cultura costretta a resistere.

Il paradosso è evidente e affascinante: un supporto pensato per spiegare l’arte finisce per incarnarla. La carta diventa materia, la superficie diventa corpo. Non più un oggetto neutro, ma un segno. Un gesto. Una traccia.

In questo corto circuito visivo e simbolico c’è forse uno dei messaggi più attuali dell’arte contemporanea: non esiste osservazione innocente, non esiste superficie intatta. Tutto è attraversato dal tempo, dagli eventi, dalle tensioni sociali e culturali.

La mostra, visitabile fino a fine marzo 2026, non è dunque solo un’occasione per ammirare grandi nomi dell’arte italiana, ma anche un invito a interrogarsi sul senso stesso del fare arte oggi: mettere in crisi le certezze, trasformare la materia in linguaggio, accettare la ferita come parte della storia.

E se persino un pieghevole riesce a raccontarlo, vuol dire che il messaggio è arrivato molto lontano. Anche fuori dalle sale del museo.

Informazioni per la visita

Mostra:
Da Burri a Cattelan (1970–2025)
Capolavori della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Sede:
Palazzo Valle
Via Vittorio Emanuele II, 122 – Catania

Periodo:
Fino al 29 marzo 2026

Informazioni:
Fondazione Puglisi Cosentino
Sito ufficiale: www.fondazionepuglisicosentino.it
Palazzo Valle: www.palazzovalle.it

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAM)
Viale delle Belle Arti, 131 – Roma
Sito: https://gnamc.cultura.gov.it