Ottobre 1, 2026

Calt@nissetta InForma

La città Informata

A Caltanissetta il primo ciak de “La notte piena di stupore”: il cinema racconta i 25 anni di Progetto Luna

Caltanissetta diventa set cinematografico per raccontare una storia nata e cresciuta in città, fatta di volontariato, prevenzione, sostegno ai pazienti oncologici e, soprattutto, di persone. Domenica 27 settembre è stato battuto il primo ciak de “La notte piena di stupore”, il film scritto e diretto da Salvatore Riggi e dedicato ai venticinque anni di Progetto Luna.

Le riprese proseguiranno per alcuni mesi e interesseranno diversi luoghi di Caltanissetta, che non farà semplicemente da sfondo alla produzione: la città sarà parte integrante del racconto. La prima nazionale del film è prevista per la metà di maggio 2027.

Il progetto cinematografico nasce dall’incontro tra Riggi ed Ersilia Sciandra, fondatrice di Progetto Luna, che da anni segue il percorso artistico del regista. Da questo rapporto è maturata l’idea di affidare al cinema la memoria di un’esperienza che, in un quarto di secolo, ha accompagnato tante persone e famiglie.

«Probabilmente in me ha visto il mezzo per poter raccontare la storia di Progetto Luna – racconta Salvatore Riggi –. Essere stato scelto mi inorgoglisce e mi carica di una responsabilità particolare. Un film, la storia che racconta, resta anche dopo di noi. Per questo è importante».

Una storia che torna indietro di venticinque anni

La notte piena di stupore avrà un impianto prevalentemente biografico e ripercorrerà l’esperienza di Ersilia Sciandra, la nascita di Progetto Luna, il lavoro delle prime volontarie e il percorso compiuto dall’associazione nel corso degli anni.

Nel film saranno coinvolti anche ex pazienti oncologici, aggiungendo al racconto cinematografico la testimonianza di chi ha vissuto direttamente esperienze di malattia e rinascita.

Un tema che richiede particolare attenzione anche nella scelta del linguaggio.

«Un regista dovrebbe avere sempre paura di sbagliare tono – spiega Riggi –. Il confronto continuo con Ersilia è stato fondamentale. Anche l’esperienza diretta – mio padre ha affrontato un tumore – mi ha aiutato a trovare la sensibilità necessaria per raccontare una storia che, fortunatamente, parla anche di rinascita».

Il film riporterà Caltanissetta indietro di venticinque anni, in un periodo nel quale parlare di prevenzione significava ancora confrontarsi con paure, diffidenze e resistenze e nel quale alcune terapie costringevano i pazienti a spostarsi fuori città.

Progetto Luna nacque anche per sostenere il diritto dei pazienti a trovare cure adeguate nel proprio territorio.

«Un paziente di Caltanissetta dovrebbe potersi curare esattamente come un paziente di Milano», sottolinea il regista.

Venticinque anni di persone, incontri e ascolto

L’anniversario diventa così non soltanto un momento celebrativo, ma l’occasione per ricordare le persone che hanno costruito questa esperienza e, contemporaneamente, guardare a ciò che resta ancora da fare.

«25 anni di Progetto Luna sono tanti. Sono 25 anni di persone, di storie, di incontri, di ascolto. Di momenti difficili, ma anche di tanti piccoli traguardi raggiunti insieme», afferma Ersilia Sciandra.

Lo sguardo della fondatrice è però rivolto soprattutto al futuro.

«Il mio desiderio è che Progetto Luna continui a crescere senza perdere la sua anima, continuando ad ascoltare, informare, fare prevenzione e aiutare chi ha bisogno. Non voglio pensare soltanto ai 25 anni che abbiamo alle spalle, ma a quelli che abbiamo ancora davanti. Perché questa non è la fine di una storia. È l’inizio di un nuovo capitolo».

Un capitolo che adesso passerà anche attraverso le immagini e il linguaggio del cinema.

«Ogni primo ciak è l’inizio di un nuovo viaggio – conclude Riggi –. Questo film appartiene alla città, a chi raccoglierà il testimone di questa realtà e alle tante persone che Progetto Luna ha aiutato in questi venticinque anni».

Quella luna nella notte più scura

Anche il titolo del film porta con sé un significato che va oltre la dimensione cinematografica.

“La notte piena di stupore”, così come lo stesso nome Progetto Luna, ha infatti un’origine pirandelliana che verrà svelata nel corso del film.

È proprio la luna a diventare l’immagine capace di racchiudere il senso dell’intero progetto.

«Bisogna trovare la luna anche nella notte più scura – dice Salvatore Riggi – perché c’è e può essere una luce di speranza anche per gli altri».

Da Caltanissetta parte così un racconto che unisce cinema, memoria e impegno sociale. Il primo ciak è stato battuto. Nei prossimi mesi la città diventerà il luogo nel quale una storia lunga venticinque anni verrà ricostruita davanti alla macchina da presa, per conservarne la memoria e consegnarla a chi verrà dopo.