Il Fantaboschio, in collaborazione con “Salto nel Vuoto – La fabbrica dei sogni”, propone il teatro come attività curricolare: un viaggio tra passato, presente e futuro pensato per accompagnare i bambini nella crescita attraverso il gioco, l’interpretazione e la scoperta di sé.
Il teatro non soltanto come spettacolo, ma come vero e proprio strumento educativo. È questa l’idea alla base del percorso promosso da Il Fantaboschio – Nido e Scuola dell’Infanzia Paritaria, in collaborazione con Salto nel Vuoto – La fabbrica dei sogni, che porta l’esperienza teatrale all’interno delle attività curricolari dedicate ai più piccoli.
Un progetto che nasce da una convinzione semplice ma importante: salire su un piccolo palcoscenico, interpretare un personaggio, raccontare una storia o confrontarsi con gli altri può diventare un’occasione preziosa per imparare a conoscere se stessi e il mondo.
Il percorso viene presentato come “un viaggio tra passato, presente e futuro, tra emozioni, storie e grandi personaggi”, trasformando idealmente il teatro in una sorta di macchina del tempo capace di condurre i bambini attraverso epoche, racconti e mondi differenti.
Imparare attraverso il teatro
Dietro il gioco e la fantasia c’è un lavoro educativo che coinvolge numerosi aspetti della crescita. L’attività teatrale stimola infatti la creatività, invitando i bambini a immaginare, inventare e costruire nuovi mondi e nuove possibilità.
Allo stesso tempo favorisce la comunicazione, aiutandoli a esprimere emozioni, pensieri e bisogni con maggiore sicurezza e consapevolezza.
C’è poi il tema dell’autostima: ogni bambino può diventare protagonista, sperimentare, mettersi alla prova e scoprire capacità che magari non sapeva ancora di possedere.
Particolarmente importante è anche la dimensione dell’empatia. Interpretare un personaggio significa, in fondo, provare per qualche momento a guardare il mondo con occhi diversi dai propri, imparando a riconoscere e comprendere emozioni e punti di vista differenti.
Il lavoro di gruppo contribuisce inoltre allo sviluppo delle competenze sociali: stare insieme sulla scena significa collaborare, ascoltare, rispettare tempi e spazi degli altri. Senza dimenticare la concentrazione, indispensabile per seguire una storia, ricordare una sequenza e partecipare attivamente alla rappresentazione.
Un percorso che prosegue da oltre quattro anni
Quella del Fantaboschio non è un’esperienza occasionale. La collaborazione con Salto nel Vuoto prosegue infatti da oltre quattro anni, facendo del teatro una presenza stabile all’interno del percorso educativo della scuola.
Un elemento che dà continuità al progetto e permette di andare oltre la tradizionale “recita”, utilizzando invece il linguaggio teatrale durante l’anno come occasione di crescita, relazione e apprendimento.
Ed è forse questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa: il bambino non viene chiamato semplicemente a imparare una parte, ma a vivere un’esperienza.
Perché il teatro, soprattutto nell’infanzia, può essere un luogo nel quale fantasia ed educazione si incontrano: si impara a parlare, ma anche ad ascoltare; a stare al centro della scena, ma anche a lasciare spazio agli altri; a raccontare emozioni e, nello stesso tempo, a riconoscere quelle di chi ci sta accanto.
Come ricorda il messaggio scelto per presentare il progetto, “ogni bambino ha una storia da raccontare… e il teatro gli dà la voce”.
E quando il palcoscenico diventa parte della scuola, anche giocare a essere qualcun altro può diventare un modo per cominciare a scoprire chi siamo.


Altre storie
IL MUSEO CIVICO DI NISCEMI SI FA MODELLO DI INCLUSIVITÀ E AVANGUARDIA: TECNOLOGIA SENSORIALE E TUTELA DEI TESORI D’ARTE
Salute, consegnati defibrillatori a 202 Comuni siciliani sotto i 5.000 abitanti.
Cuore Siciliano Battito Jazz: tre serate di musica e una sfida che guarda già al futuro